FAQ

U.B.A. ti propone uno spazio dedicato alle FAQ, le domande più frequenti inerenti al mondo delle assicurazioni. Di seguito troverete un elenco, in continuo aggiornamento:
FAQ

Cos'è l'attestato di rischio?

In ambito assicurativo ed in particolare nelle assicurazioni R.C. Auto, l'attestato di rischio è il documento in cui sono contenute tutte le informazioni rilevanti della storia dell'automobilista e la certificazione della classe di merito. Nell'attestato di rischio si possono verificare gli incidenti degli ultimi 5 anni avvenuti per colpa dell'Assicurato, con l'indicazione del tipo di sinistro e la distinzione tra incidenti con danni a persone e incidenti con danni solo a cose.

Cosa si intende per clausole di esclusione e rinuncia alla rivalsa?

Le clausole di esclusione in una polizza di assicurazione definiscono una serie di ipotesi in cui la Compagnia Assicuratrice non garantisce la copertura del danno causato a terzi e la fa ricadere sull'Assicurato. Si tratta principalmente di condotte non corrette da parte dell'Assicurato che esporrebbero l'assicurazione ad un rischio troppo alto, come ad esempio la guida in stato di ebbrezza e sotto l'effetto di sostanze stupefacenti, la presenza di automobili truccate o con elementi non omologati, ecc. Una tipologia di clausole a cui fare molta attenzione è quella relativa all'identità del guidatore: molte Compagnie concedono sconti in caso di unico conducente, oppure se ci si impegna a non far guidare il veicolo a persone sotto una certa età.

La rinuncia alla rivalsa da parte della Compagnia di Assicurazione è una clausola che comporta la possibilità della Compagnia di rinunciare alla rivalsa sul suo Assicurato. La rivalsa infatti è un diritto delle Compagnie di Assicurazione che, dopo aver pagato il risarcimento danni alle terze persone coinvolte in un incidente, possono chiedere al proprio Assicurato, un rimborso qualora sussistano gravi violazioni del Codice della Strada come quelle già accennate nel capitolo precedente (guida in stato di ebbrezza o sotto l'effetto di sostanze stupefacenti o psicofarmaci, violazione delle norme di carico del veicolo, revisione scaduta o guida con patente scaduta). Le clausole di rinuncia alla rivalsa sono previste dai contratti di tutte le Compagnie di Assicurazione e sono consigliabili se l'ipotesi prevista dalla clausola è anche solo lontanamente ipotizzabile, anche se comportano sempre una maggiorazione del costo del premio assicurativo. Tuttavia la loro utilità le rende un'opzione da prendere in seria considerazione.

Opzioni più economiche di rinuncia alla rivalsa prevedono che la Compagnia non rinunci totalmente alla rivalsa sull'Assicurato, ma entro un limite. In questo caso la Compagnia non potrà chiedere all'Assicurato una rivalsa per un importo superiore a tale limite.

Altri due tipi frequenti di rinuncia alla rivalsa sono il primo sinistro o la presenza o meno di sanzioni penali. Nel primo caso, la Compagnia rinuncia alla rivalsa solo nel primo incidente, mentre per tutti quelli successivi la rivalsa sarà piena. Per quanto riguarda le sanzioni penali, la Compagnia rinuncia alla rivalsa soltanto se l'incidente non ha avuto anche una condanna penale per il soggetto assicurato, che può riguardare generalmente i danni causati alle persone, come lesioni colpose o omicidio colposo. Quando la sentenza passa in giudicato, ovvero diventa definitiva, con questa clausola la Compagnia può chiedere la rivalsa e, quindi, la restituzione della somma pagata alla persona danneggiata o ai suoi familiari.

Cos'è il massimale?

Il massimale di rimborso è il limite massimo fino a cui la Compagnia garantisce la copertura assicurativa per sinistro e per anno (o scadenze temporali inferiori nel caso di assicurazioni non annuali, come ad es. le semestrali, trimestrali, etc.). Le polizze non sono operanti per i danni superiori al massimale di rimborso stabilito e la cifra eccedente il massimale è sempre completamente a carico del contraente/proprietario.

Per legge nella R.C.A. il massimale può variare a seconda della polizza, ma non può comunque essere inferiore a 774.685,35 euro (1,5 miliardi di lire, Legge n°. 990/69) per ciascuna delle categorie di danno previste (persona, cose, animali) ed è elevabile dietro versamento di una maggiorazione. Occorre tenere presente che il massimale minimo può non essere sufficiente alla liquidazione di danni per incidenti mortali o con feriti gravi, per i quali la magistratura può fissare risarcimenti molto elevati. Si consiglia quindi di sottoscrivere una polizza con i massimali più alti del minimo di legge; la piccola maggiorazione del premio è ampiamente ripagata dalla maggior tranquillità in caso di sinistro. Nel caso in cui il danno sia pari o superiore al massimale, si dovrà operare un reintegro della somma, se la clausole contrattuali lo permettono, oppure stipulare una nuova polizza con un'altra Compagnia per essere coperti in caso di nuovo sinistro.

È possibile anche chiedere il massimale illimitato, ma sono poche le Compagnie a concederlo.

Per le polizze Rischi diversi non esistono vincoli di legge e il massimale è solitamente stabilito di comune accordo con il contraente nelle clausole contrattuali e può essere in valore assoluto o in percentuale rispetto al valore del veicolo assicurato (è il caso delle kasko non "a valore intero").

Il massimale è molto utilizzato nelle assicurazioni della responsabilità civile, in quanto per esse, non essendo di regola possibile riferire il danno a un determinato bene, non esiste un valore assicurabile. Trova comunque applicazione anche negli altri rami come malattia, ricorso terzi, etc. (Art. 1917 C.c.).

Quali sono le differenze tra assicurato, contraente e beneficiario di un'assicurazione?

Assicurato: È il soggetto esposto al rischio, titolare dell'interesse economico protetto, sulla cui persona viene stipulata la polizza, e rispetto al quale la Compagnia è obbligata dal contratto di assicurazione. L’assicurato non può essere una persona giuridica, e non può essere modificato per tutta la durata del contratto.
Nelle assicurazioni sulla vita, può essere anche diverso dal beneficiario (colui al quale la Compagnia dovrà eventualmente corrispondere le somme dovute, come un capitale o una rendita).

Contraente: Il contraente è il soggetto che stipula il contratto di assicurazione con la Compagnia assicuratrice, ovvero colui che è tenuto al pagamento dei premi alla compagnia di assicurazione, e sul quale gravano tutti gli impegni contrattuali e acquisendo il diritto di indicare l'assicurato e il beneficiario dell'assicurazione (tramite designazione beneficiaria). Quest'ultimo può essere l'intestatario stesso (in tal caso il contraente coincide con l'assicurato) oppure una terza persona (terzo) di cui si vuol tutelare un interesse (tipico nelle assicurazioni vita e infortuni).

Beneficiario: Il beneficiario è il soggetto che, in base alla designazione (beneficiaria) fatta dal contraente, acquista il diritto di ricevere la prestazione della Compagnia, qualora si verifichi il rischio assicurato. Il beneficiario può coincidere con il contraente e/o l'assicurato, o con nessuna di queste nel ramo vita e infortuni (in questo caso è detto anche terzo). Spetta comunque al contraente designare il beneficiario per la polizza sottoscritta, con una dichiarazione che può avvenire al momento della stipula del contratto o anche in un secondo momento, tramite comunicazione scritta alla compagnia di assicurazione – o anche tramite testamento. Le tre figure coincidono se il contraente assicura un interesse di cui ha titolarità (ad es. la propria vita o un bene di sua proprietà) indicando sé stesso come beneficiario.(Artt. 1891, 1920, 1921 e 1922 C.c.).

Cos'è la Gestione separata?

Nelle assicurazioni sulla vita, è un fondo appositamente creato dall'impresa di assicurazione e gestito separatamente rispetto al complesso delle attività dell'impresa. Nei fondi a gestione separata confluiscono i premi versati dai contraenti che hanno sottoscritto polizze rivalutabili. Dal rendimento ottenuto con il fondo a gestione separata deriva la rivalutazione annua del capitale dovuto dall'assicuratore.

Quale organo controlla che gli operatori assicurativi (compagnie, agenti e broker) rispettino le leggi e i regolamenti?

A tale controllo è preposto l'IVASS - Istituto Superiore per la Vigilanza sulle Assicurazioni, che dal 1° gennaio 2013 è succeduto in tutti i poteri, funzioni e competenze all'ISVAP. Questo Istituto è l'organo statale al quale è assegnato il compito di controllare le imprese di assicurazione sul piano finanziario, patrimoniale e contabile, nonché sul rispetto di leggi e regolamenti. Il controllo dell'Istituto si estende anche agli agenti e ai broker. L'IVASS è un ente pubblico, a sua volta controllato dal Ministero dell'Industria. Ad esso si possono segnalare irregolarità e scorrettezze e possono essere indirizzati reclami in merito alla gestione dei sinistri o altri comportamenti dell'imprese ritenuti non corretti. Ha sede a Roma in Via del Quirinale, 21 00187 ROMA, tel 06421331, fax 0642133206.

Cosa si intende per riassicurazione?

Operazione con la quale un assicuratore (il riassicurato) - dietro corrispettivo - riduce la propria esposizione economica, sia su un rischio singolo (riassicurazione facoltativa), sia su un vasto numero di rischi (riassicurazione obbligatoria o per trattato), attraverso la cessione ad altra impresa assicuratrice (il riassicuratore) di parte degli impegni derivanti dai contratti di assicurazione.

Chi rimborsa i danni in caso di sinistro con veicolo non assicurato?

In Italia è previsto un Fondo di Garanzia per le Vittime della Strada gestito dalla CONSAP (Concessionaria per i Servizi Assicurativi Pubblici) che è stato predisposto per risarcire tutti coloro che hanno subito un incidente con un veicolo non assicurato. Il fondo opera nel caso di sinistri provocati da veicoli o natanti non solo non assicurati ma anche non identificati o assicurati con imprese poste in liquidazione coatta amministrativa (ovvero fallite). Il Fondo di Garanzia per le Vittime della Strada è stato predisposto per risarcire chi ha subito un incidente con un veicolo non assicurato regolarmente. Il Fondo prevede risarcimenti anche nel caso in cui avvenga un sinistro con veicoli posti in circolazione contro la volontà del proprietario o con mezzi spediti nel territorio italiano da un altro Paese dell’Unione europea o Islanda Liechtenstein e Norvegia. È prevista una copertura assicurativa infine anche nel caso in cui avvenga un incidente con un veicolo estero con targa non corrispondente.

Cosa fare per essere riscarciti dal Fondo? In ognuno di questi casi il danneggiato deve inoltrare richiesta di risarcimento con raccomandata alla Consap e all’impresa designata competente per il luogo dove è avvenuto il sinistro: l’elenco si trova sul sito www.consap.it, insieme ad un modulo per la domanda. Il Fondo di Garanzia interviene nei limiti del massimale di legge vigente al momento del sinistro, attualmente pari a 2,5 milioni di euro per i danni alle persone e 500.000 euro per quelli arrecati alle cose. In quarant’anni di attività il Fondo di Garanzia ha versato risarcimenti per oltre sei miliardi di euro relativi a 1,3 milioni d’indennizzi. In poche parole chi utilizza un mezzo di trasporto regolarmente coperto da una polizza assicurativa, pagando ad ogni scadenza il premio RC, si ritrova a finanziare un fondo reso necessario da tutti coloro che non sono in regola con quanto stabilito dalla legge e che utilizzano mezzi non coperti da una regolare polizza assicurativa.

Da dove arrivano i soldi del Fondo? Sono tutti coloro che pagano regolarmente l’assicurazione del proprio veicolo a contribuire al finanziamento del Fondo di Garanzia per le Vittime della Strada, con un aliquota obbligatoria del 2,5% applicata ad ogni premio RC Auto. In poche parole chi utilizza un mezzo di trasporto regolarmente coperto da una polizza assicurativa, pagando ad ogni scadenza il premio RC, si ritrova a finanziare un fondo reso necessario da tutti coloro che non sono in regola con quanto stabilito dalla legge e che utilizzano mezzi non coperti da una regolare polizza assicurativa.

Cosa si deve controllare prima di firmare una polizza?

E' molto importante leggere con attenzione le condizioni generali e particolari contenute prima di firmare una polizza: le esclusioni, le limitazioni e tutti i dati inseriti. La legge precisa che per la copertura assicurativa vale solo ciò che risulta per iscritto nella polizza.

Da quando una polizza inizia a coprire i rischi per cui è stata stipulata?

Le polizze hanno, in genere, effetto dalle ore 24 del giorno definito nel contratto, a meno che non sia stata preventivamente concordata un'ora diversa. La garanzia comunque non è operante, fino al pagamento del premio dovuto alla Compagnia di Assicurazioni, salvo che non se ne abbia avuta conferma, corredata con la precisazione scritta che essa è "valida ed operante, a tutti gli effetti, anche se il pagamento del premio non è ancora stato effettuato". Alcune polizze prevedono periodi di carenza nella effettiva entrata in vigore delle garanzie,le Compagnie usano questi sistemi per proteggersi contro eventuali abusi.

Cosa succede se non si paga il premio in scadenza?

Le polizze, in genere, hanno validità anche per i 15 giorni successivi alla scadenza, anche in caso di mancato pagamento del premio di rinnovo. Se l'assicurato non paga entro questo termine, la copertura è sospesa (cioè non opera per i sinistri che dovessero successivamente accadere) dalle ore 24 del 15° giorno alle ore 24 del giorno in cui il premio viene pagato. In caso di mancato pagamento del premio, la compagnia ha 6 mesi di tempo per agire per vie legali contro l'assicurato. Se lascia trascorrere tale periodo, resta fermo il suo diritto a pretendere il pagamento (anche se la copertura nel frattempo non ha operato), ma il contratto si scioglie automaticamente. Se invece agisce nei 6 mesi, resta in vigore il rapporto contrattuale, e pertanto l'assicurato continuerà a essere obbligato a pagare anche gli eventuali premi successivi. Il diritto della compagnia a riscuotere il premio si prescrive definitivamente dopo 1 anno.

Che cosa si intende per franchigia e scoperto?

Franchigia: Con il termine franchigia, in campo assicurativo, viene indicata la parte di risarcimento del danno che rimane a carico dell'assicurato. La franchigia è quasi sempre espressa in una cifra esatta, che in caso di sinistro l'assicurato dovrà pagare di tasca propria. E' del tutto evidente quindi, che nel momento in cui confrontiamo i preventivi per la nostra assicurazione, oltre al prezzo la franchigia è uno degli elementi da analizzare con maggiore attenzione.

Il termine franchigia può essere utilizzato anche al di fuori del settore assicurativo, per esempio in materia fiscale, quando parliamo di detrazioni, ad esempio le detrazioni a cui si ha diritto per le spese mediche.

Scoperto: Ancora più rischioso è lo scoperto, perchè in questo caso non viene stabilita una cifra esatta bensì una percentuale che in caso di sinistro è a carico dell'assicurato.

Cos’è una polizza mista?

Contratto di assicurazione sulla vita che garantisce il pagamento di un capitale o la liquidazione di una rendita vitalizia, se l'assicurato è ancora in vita alla scadenza del contratto e, al tempo stesso, il pagamento di un capitale se l'assicurato entro questa scadenza a favore di un beneficiario o di eredi designati dall'assicurato.

Cos’è una polizza rivalutabile?

Contratto di assicurazione sulla vita che lega il livello delle prestazioni dell’assicuratore e, eventualmente, quello dei premi dovuti dal contraente al rendimento che l’assicuratore ottiene investendo i premi raccolti. Questo avviene grazie al deposito del premio ricevuto all'interno di una gestione separata, fondo separato rispetto alle attività dell'impresa assicuratrice.

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